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FRANCESCA CERUTI (Consigliere della Regione Lombardia e del Comune di Remedello)

Solo con il sacrificio, la costanza e la passione si raggiungono gli obiettivi!

Per chi non conoscesse il mio percorso vorrei condividerne alcuni passaggi. Sono figlia di artigiani (pasticceri) e da quando sono nata ho trascorso tutta la mia infanzia ed adolescenza tra il laboratorio e la bottega a giocare tra teglie di torte, sacchi di farina, macchine per impastare e forni per cuocere. Intorno ai 10 anni quasi per gioco ho iniziato ad aiutare i miei genitori nel loro massacrante lavoro, sia in laboratorio sia in negozio. Molti in paese ricorderanno che quasi non arrivavo al banco e mi ostinavo a fare pacchetti di pasticcini. Ho aiutato fino al 2002 anno di chiusura dell’attività. Per chi non è dentro il mestiere avere una pasticceria significa lavorare a Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto, tutte le domeniche, le fiere di paese, festa della mamma, del papà…insomma sacrificare TUTTE le feste comandate. Dopo il liceo mi sono iscritta a Giurisprudenza a Parma e ho continuato a lavorare in negozio studiando e lavorando. I miei genitori hanno sempre sostenuto le mie scelte facendo #sacrifici immensi per non farmi mancare nulla, anche saltare le vacanze. Per chi lavora in proprio non esisono ferie, malattia, 27 del mese, maternità… I libri dell’università erano molto costosi, il treno, la facoltà… eppure mai mi è mancato qualcosa per studiare.
Finita l’università ho iniziato la pratica forense per diventare avvocato. Circa 3 anni a non percepire nulla (così era previsto dal regolamento deontologico – oggi è cambiato). Quando molti colleghi avevano deciso di sostenere l’esame di stato al Sud io mi ero intestardita a sostenerlo a Brescia e così feci e al secondo tentativo lo passai, forte della mia risaputa testardaggine. Anche io avevo bisogno di iniziare a guadagnare ma non ho mai pensato neppure per un attimo di seguire strade che potessero sembrare scorciatoie. Nel 2005 mi sono iscritta all’albo degli avvocati di Brescia e ho iniziato un duro percorso per farmi conoscere (non essere figlia di avvocati è stato un limite forte). Nel 2006 ho preso un ufficio in città sostenendo spese e tutto quello che richiede un’attività in proprio. Nel 2008 mi è stato proposto di candidarmi #sindaco nel mio comune #Remedello. Ho creduto di poter essere utile alla mia comunità e mi sono messa in gioco continuando a coltivare il mio prezioso ed amato lavoro, che faccio tutt’oggi. Dal 2009 al 2018 sono stata sindaco di Remedello (primo sindaco donna della storia remedellese) con una breve pausa dettata da una sfiducia di 2 mesi arrivata come una coltellata da “amici” ma si sa ciò che non ti uccide ti fortifica.
La mia passione per la politica è cresciuta negli anni inaspettatamente e il desiderio di esser utile al mio territorio è talmente maturato che mi sono messa in gioco per la regione e, ammetto con stupore, dal 2018 mi trovo seduta nei banchi del consiglio regionale. Non voglio dire che è stato un caso ma di certo era un obiettivo talmente lontano che difficilmente mi sarei aspettata di raggiungerlo. Il risultato è stato frutto di un intenso e duro lavoro fatto nel mio paese per anni e dopo su tutta la provincia di Brescia, dove ho conosciuto persone splendide e dove ho ampliato le mie conoscenze.
Tengo a dire che l’incarico che oggi rivesto è stato possibile ottenerlo grazie alle circa 2.700 persone che hanno creduto in me e che hanno scritto il mio nome sulla scheda (alle regionali non ci sono listini blindati ma per essere eletti bisogna scrivere il nome del candidato e ottenere più preferenze).
Oggi sono un consigliere della #RegioneLombardia per la #Lega (unico partito in cui nei lunghi anni ho militato) e la prima remedellese ad essere stata eletta in regione. Se mi guardo indietro vedo molti sacrifici, molti ostacoli, molte sfide, molte rinunce. Nella mia vita non ho avuto nulla facilmente. Nessuno mi ha mai regalato niente. Devo tutto ai miei genitori e a tutti coloro che negli anni hanno creduto in me e mi hanno sostenuta.
Cerco di ripagarli dando sempre il massimo e non risparmiandomi. Ho commesso anche errori ma ho cercato di imparare dagli stessi. Cosa mi riserva il futuro io non lo so. Ho una figlia fantastica da crescere e una famiglia che non cambierei con nulla al mondo. Un marito che mi sostiene e mi capisce e si “becca” insulti a causa mia (attaccano lui per offendere me). Una passione per la politica che solo il destino dirà dove mi porterà. Di certo prenderò quello che viene con il mio consueto ottimismo ma forte del fatto che per avere qualcosa ci si deve mettere d’impegno.

I ricordi sono il miglior posto dove trarre linfa per andare avanti. 

Francesca Ceruti

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