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FALSI INVALIDI? RACCONTIAMOLA GIUSTA

“Raccontiamola giusta” è la battaglia che da mesi combattono le Associazioni degli invalidi. Perché la verità e la giustizia abbiano a prevalere. Non è ponendo in risalto quasi ogni giorno, di avere trovato un “falso invalido”, sottacendo i tanti sprechi e privilegi della politica, che si risolve la crisi economica, la quale coinvolge molte persone e famiglie, in particolare gli anziani invalidi e non autosufficienti. E qualche Ministro, pensa di risolvere le sorti del deficit dell’Italia, andando a caccia giustamente di qualche falso invalido, provvedendo a 200.000 controlli annui di invalidi e disabili, creando ad essi disagi, umiliazioni, visite inutili e faticose, per continuare ad essere invalido o disabile, situazioni che non migliorano, tanto più se si continua a tagliare finanziamenti utili a terapie di mantenimento. Una informazione deformata e non completa crea falsità, diffondendo pregiudizi verso queste persone, anziché maturare solidarietà ed attenzione alla risorsa che possono essere. Chi è l’Invalido? La persona che ha minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali, ed è riconosciuto come invalido civile a partire dal 33% di tale minorità. Occorre però essere invalidi almeno al 74% per ricevere una indennità, riconosciuta da Leggi in rispetto dalla Costituzione Italiana. Per il 2011 la pensione di invalidità è di €. 260,27 al mese. Chi ha una invalidità totale del 100% e non è in grado di svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita, viene anche erogata una indennità di Accompagnamento di €. 487,30 mensili. Sembra una buona somma per chi le prende entrambe, ma va ricordato che la presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare può essere una delle principali cause di impoverimento. Normalmente la mamma o la figlia cessano il lavoro per il sovraccarico di assistenza, con varie spese socio assistenziali e sanitarie. Viceversa una badante o la Casa di Riposo va oltre i 1.500 €. mensili. Il Disabile è colui che assimila entrambe le due disagiate situazioni dell’invalido, nella forma più grave, ed è riconosciuto ai sensi della Legge Quadro 104/91 Persona con Handicap. Lo stesso riceve le due indennità, per fare fronte in molte occasioni (per il 60%) a più patologie croniche. Tetraparesi spastica, psicosi con tratti di autismo, afasia, down, ritardo mentale, difficoltà motorio, alcune delle patologie, a volte ancora leggere. Quanti sono. Dati esatti non ve ne sono, si fa i conti su quello che si spende, anziché verificare le necessità. Essendo dati sensibili, a volte, specialmente al di sotto dei sei anni non sono rilevati. Al 2009 le prestazioni assistenziali erogate (assegni, pensioni e indennità) erano 2.355.490, altri circa 300.000 quelle concesse per ciechi e sordi, altre 273.726 l’assegno di assistenza mensile per gli invalidi civili parziali dal 74 al 99%. Alla stessa data 1.558.039 sono gli assegni di accompagnamento, (già conteggiati negli invalidi). Pochi soldi, pochissimi se non vi è l’accompagnamento, che fanno rabbrividire, quando si addebita agli invalidi il debito della pubblica amministrazione, mentre gli sprechi della politica continuano. Ad un lavoratore dipendente od autonomo onesto, occorre lavorare due anni per prendere quanto un mese di questi Onorevoli signori, senza parlare delle loro pensioni, due, forse tre. Poi parliamo di federalismo, di Roma ladrona, di giustizia e libertà e si accaniscono a scovare -giustamente- qualche falso invalido. Facendo tribolare e vergognare anche gli invalidi e disabili veri, anche perché queste certificazioni vengono dopo l’esame di due commissioni. La spesa per le prestazioni economiche agli invalidi in Italia è circa l’un per cento del PIL (Prodotto economico nazionale). In altre nazioni Europee si spende molto di più in favore di queste categorie. La Svezia il 4,5%, la Danimarca il 4,2%, il Portogallo l’il 2,4% l’Ungheria il 2,1%, la Francia l’1,8%. Noi siamo sotto la media Europea che è del 2%. Oltre ai pochi soldi per la disabilità, resta alta, troppo alta la loro esclusione da tante, troppe cose, che si rileva dai racconti degli interessati, sta ai nostri Amministratori Pubblici ad ogni livello, e noi come Comunità Civile e Parrocchiale prendersi carico di loro, perché loro e le loro famiglie continuino ad essere sereni ed ancora sorridenti. Marini Marino da Calvisano (Bs)

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