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Esordio amaro per Wegreenit Urania Milano

Esordio di campionato amaro per Wegreenit Urania Milano che sul rinnovato parquet dell’Allianz Cloud cede 73-82 alla corazzata Rimini, piazzando nell’ultimo quarto un clamoroso parziale di 18 a 0 che permette al quintetto di coach Cardani di rientrare in partita dopo un blackout che l’aveva portata addirittura sul meno 26. Tantissima attesa attorno alla squadra che in estate ha completamente rivoluzionato il roster: tre sole le conferme, peraltro pesantissime, di Gentile (out per un problema alla schiena contro Rimini), Cavallero e capitan Amato, inizialmente fuori dallo starting five.

Contro i romagnoli iniziano forte sia Taylor che Lupusor, arrivati per provare a dare un mix di esperienza e qualità ad una squadra a cui manca ancora “costanza mentale e fisica” come ammette il coach milanese a fine gara. Inevitabile che sia così, certo è che i prossimi match (trasferta a Avellino e Scafati, l’8 ottobre invece si gioca a Treviglio contro Fortitudo Bologna) rischiano di dover far compiere il salto di qualità più in fretta di quel che si possa pensare. Contro Rimini guidata da coach Sandro Dell’Agnello, partita equilibrata nel primo quarto (20-20 al 10’) con l’Urania trascinata proprio dai due nuovi acquisti più attesi (6 punti a testa per Taylor e Lupusor), poi con il passare dei minuti è Rimini a far saltare il banco con gli ispiratissimi Simioni e Pollone e con un dominio nel pitturato piuttosto evidente.

All’intervallo Rimini mette la freccia sul 33-44, l’Allianz prova a scuotere la squadra ma il terzo quarto sposta ancor di più la bilancia dalla parte di Rimini che vola sul 40-55 con 22-32 nei rimbalzi. Gara che sembra avviarsi ai titoli di coda sul 49-75, proprio in quel momento arriva la reazione Urania targata Cavallero, D’Almeida e Taylor: il 18-0 porta il punteggio sul 67-75, la tripla di Marini e i tiri liberi finali di Ogden sigillano la vittoria per Rimini. Lo score dice Taylor 16 punti, D’Almeida 15, Cavallero 11, per coach Cardani va elogiata la reazione finale “perché dimostra che la squadra ci tiene, ma ancora non siamo competitivi come vorremmo”.

Gli alibi in realtà non mancano – panchina corta causa un problema dell’ultimo momento a Rashed e un Gamble ancora da coinvolgere nel gioco – ma il coach non si nasconde: “Ci teniamo i primi 15 minuti e gli ultimi 8, nel mezzo non possiamo avere le pause difensive viste stasera. Noi dobbiamo crescere, pensare a noi stessi e trovare la miglior condizione”.

Venerdì mattina la stagione di Wegreenit Urania Milano era iniziata con la presentazione nella straordinaria location di Palazzo di Fuoco a Piazzale Loreto dove sponsor e dirigenti non si erano certo nascosti nel descrivere le aspettative della settima stagione in A2: “Questo è un anno strategico, vogliamo capire se ci sono le condizioni per passare dal Liceo all’Università” le parole di Fabrizio Candoni, CEO di Wegreenit, title sponsor che per il terzo anno consecutivo ha scelto di legare il proprio nome ai colori dell’Urania.

 

Il presidente Ettore Cremascoli ha prima ringraziato il Comune di Milano per la vicinanza e il sostegno, poi ha parlato “di un derby che ancora non c’è, vediamo cosa si può fare” e poi non ci ha girato troppo intorno: “Noi siamo una squadra simpatica, ma vogliamo vincere: vogliamo unire un brand vincente come Wegreenit a una squadra di alto livello”. Aspettative confermate anche dal General Manager Luca Biganzoli: “Per il roster della prima squadra abbiamo scelto profili umani e tecnici, abbiamo persone e atleti, valori fondanti della nostra società. Quest’anno vogliamo emozionare il nostro pubblico”.

CREDITS FOTOGRAFICI – Urania Milano

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