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Enea

Il nome Enea è la naturale continuazione del greco Aineias, latinizzato in Aeneas, di cui, tutt’oggi, non conosciamo il significato. Secondo alcune ipotesi, Aineias potrebbe aver tratto origine dalla parola aine ainos con il significato di “elogio” ma anche “racconto”. In questo caso, il significato del nome Enea sarebbe “degno di lode”, oppure, in alternativa, “da ricordare nei racconti”


Un’altra ipotesi ci indica una correlazione tra Enea e il nome, sempre di origine greca, Ainos, un monte dell’Isola di Cephalonia. In questo caso Enea assumerebbe il significato di “tremendo”, oppure “terribile, che incute timore”. Enea è un personaggio sia della mitologia greca che di quella romana Figlio di Anchise e di Afrodite/Venere viene citato sia dell’Eneide di Virgilio che nell’Iliade di Omero. Considerato il capostipite dei romani compare, tuttavia, anche nel Nuovo Testamento e, più precisamente, nel libro degli Atti degli Apostoli.


Diffuso in tutta Italia, particolarmente in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, deve la sua popolarità soprattutto alle opere di Virgilio e Omero. Più tardi, nel XVIII secolo, dopo essere quasi del tutto scomparso, ebbe una nuova spinta grazie all’opera Didone abbandonata del drammaturgo e poeta Pietro Metastasio dove Enea compare come protagonista.


Onomastico
L’onomastico di Enea viene festeggiato il 15 novembre per onorare il beato Enea di Faenza anche se non è ma stato riconosciuto dalla Chiesa Cattolica.
Il colore di Enea è il giallo e la pietra preziosa il rubino. Il numero portafortuna è il 6


(Fonte di alcune parti: ilgiardinodegliilluminati.it)

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