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DISABILI MENO CONSIDERATI DEI FUORILEGGE

Buongiorno, sono il presidente di una piccola associazione di disabili gravi che si rivolge al vostro magazine per divulgare un problema molto attuale e urgente che riguarda la disabilità grave. Ho assistito qualche giorno fa ad una denuncia fatta in una trasmissione in merito ai disagi che hanno i detenuti e al progetto di aumentare le carceri in quanto i numeri non sono in rapporto alle esigenze.

Di fronte a questa denuncia mi sono chiesto se qualcuno è al corrente delle varie estenuanti situazioni che stanno tormentando famiglie al cui interno vi è una persona disabile totalmente non autonoma. Genitori che non sono più in grado di assisterla con la preoccupazione di cosa ne sarà del suo futuro.

Le Residenze dette RSD sono un miraggio da poter trarne aiuto in quanto sono al massimo della loro possibilità di ricezione, con richieste stagnanti che vanno dalle 50 alle 80 domande di inserimenti. Pur sapendo di quante sollecitazioni di aiuto vengono sollevate ogni giorno, non percepisco nessuna tendenza nel realizzare progetti a favore di queste persone da parte di organi ministeriali e regionali.

Si continua a battere il chiodo sulla vita indipendente del disabile, dare contributi alle famiglie ma, non vi rendete conto che queste persone indipendenti non lo saranno mai e se i sostegni economici potranno essere rinnovati nel tempo i loro genitori il tempo lo stanno per finire?
Allora, continuiamo a palleggiarsi il persistente disservizio addossando negligenze a incolpevoli Assistenti Sociali impossibilitati a trovare una sistemazione adeguata a questi soggetti, oppure, oltre che parlare di far sorgere Istituti Penitenziari ci aggiungiamo anche nuove Residenze Socio Sanitarie per disabili?

Dobbiamo ulteriormente penalizzarle queste persone perché nella loro vita invece di compiere gravi atti illeciti hanno dovuto convivere con la loro disabilità?
Sicuramente con la vostra riviste entrerete in molte case e alcune di queste con problematiche sopra descritte. A queste suggerisco di unirsi, singolarmente sarà difficile ottenere risultati, e far sentire questa necessità rivolgendosi ad Associazioni del settore affinché facciano valere i vostri diritti.
Un grazie alla Redazione per avermi dato la possibilità di pubblicare questo articolo, segnalazione importante per far breccia nelle coscienze di chi ha il dovere e l’autorità di decidere per queste situazioni di emergenza.

Binosi Luciano – Presidente Associazione “Il Sorriso” o.d.v. Calvisano cell.re 3489379772
E-mail solbin@hotmail.it

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