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Dalla Liguria alla Sicilia, passando per vette, valli e focolari…

Arrivo attraversando un dedalo di strade dalle case tutte uguali. Qui è tutto un fiorire di betulle, ortensie, viole, peonie, ma solo nei nomi delle vie. Stringe un po’ il cuore questo quartiere popolare. “Dottore’, quando finisce la benzina… ” Chi parla è un signore napoletano e mi sembra di sentire Eduardo. Ha anche un sorriso che me lo ricorda: un misto di tristezza, consapevolezza, ironia. Sa bene che la benzina sta per finire.
Anche oggi ho girato l’Italia attraverso le parlate che ho incontrato: la cadenza ligure, quella toscana del mio amico R., e poi ancora lombarda, pugliese, siciliana. Anche oggi frammenti di vite lontane fra loro si sono incrociati nel mio ascolto e hanno depositato tracce nella mia vita.
Oggi il signore pugliese mi ha ripetuto le 5 esse degli ulivi: sole, siccità, sassi, silenzio, solitudine. Per avere olio buono, l’ulivo deve avere sole, non essere troppo bagnato, avere un fondo di sassi che protegge la radici dall’eccesso di umidità, deve essere lontano da strade inquinanti, e non avere altri ulivi troppo vicini a fargli ombra.
Queste cinque esse hanno un forte potere evocativo: alberi secolari sotto il sole, tra sassi bollenti e terra secca, si alzano maestosi nel silenzio interrotto solo dal frinire delle cicale. Sole, siccità, sassi, silenzio, solitudine. Suona epico.
Così, in questo crocevia di vite e di esperienze, mi sento ogni giorno un po’ più ricca.
Incontri, condivisioni…
Ma cosa c’è di più bello nella vita?
Davvero, per me il dialogo tra viandanti è ciò che dà senso alla mia vita, che mi rende felice, che mi toglie il fiato dall’emozione. Come guardare il paesaggio intorno a sé stando in cima a vette mozzafiato. (Almeno, a sentire i racconti di chi c’è stato… Era così dalla vetta di quel Paradiso perduto, Mr. Incredible?)
Innumerabile esistere mi scaturisce in cuore ad ogni incontro, ogni incontro in cui qualche frammento di autenticità viene scambiato.
Può accadere in ogni luogo: una casa conosciuta, la casa sconosciuta di un paziente, il ristorante di una cena tra amici, un ospedale, WordPress. Amici, vi voglio bene. Siete nella mia vita. Qualcuno più vicino, qualcuno un po’ più distante, ma ciascuno col suo frammento di autenticità.
“… E tu camminante
procedi piano; ma prima
un ramo aggiungi alla fiamma
del focolare e una pigna
matura alla cesta gettata
nel canto…”
Montale

Così, di ramo in ramo, di pigna in pigna, il fuoco che scoppietta nell’anima rimane sempre acceso. Perché a scaldar lì dentro non servono i 35 gradi dell’estate, né serve il gelo invernale per raffreddare…
sguardiepercorsi

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