Ci sono momenti in cui fermarsi significa, in realtà, cominciare a muoversi in una direzione nuova. Martina Tosi lo ha fatto dopo tredici anni vissuti davanti all’obiettivo, attraversando set, esperienze e progetti che le hanno insegnato a conoscere il mondo della fotografia anche da dietro le quinte.
Oggi, però, la sua valigia non è pronta soltanto per un nuovo shooting. È tornata in Italia dopo tre mesi e mezzo trascorsi in camper attraverso l’Europa, con negli occhi luoghi nuovi e nella testa il desiderio di continuare a scoprire. Si è mossa fra Croazia, Slovenia, Bosnia, Serbia, Romania, Bulgaria, Grecia, Montenegro, Turchia, Albania e Kosovo, un tour unico di cui conserva ricordi speciali. Nel frattempo è diventata mamma, ha imparato a guardare in modo diverso il proprio corpo e le proprie priorità, ha avviato nuove attività e ha riscoperto il valore del tempo dedicato a se stessa. La fotografia è ancora parte della sua vita, ma oggi Martina sembra aver allargato l’inquadratura: dentro ci sono la famiglia, i viaggi, la curiosità, il lavoro e soprattutto una donna che ha capito che non è necessario correre sempre per sentirsi realizzata.

Dopo tre mesi e mezzo in camper attraverso l’Europa sei appena tornata in Italia. Che cosa ti ha lasciato questo viaggio?
È stata un’esperienza bellissima. Negli ultimi anni ho deciso di dedicare molto più tempo e risorse ai viaggi, perché sento il bisogno di conoscere, scoprire, farmi incuriosire. Quest’anno sono stata anche in Giappone, Malesia, Indonesia, Corea del Sud e Thailandia. Viaggiare per me oggi significa soprattutto questo: uscire dalle proprie abitudini, vedere cose nuove e concedersi il tempo di guardarle davvero.
Sembra quasi che il viaggio sia diventato una parte importante del tuo modo di vivere.
Sì, assolutamente. La mia valigia è sempre pronta. Anche se oggi faccio la modella part time, non ho perso la voglia di sperimentare. Anzi, forse oggi la curiosità è ancora più forte. Voglio vedere, provare, conoscere. E credo che il viaggio sia uno dei modi migliori per farlo.

In questi anni, però, è cambiata anche la tua vita personale. Sei diventata mamma. Quanto ti ha trasformata questo passaggio?
Tantissimo. Dopo tredici anni di carriera ininterrotta e tantissimi shooting, oggi sono innanzitutto mamma e questa è una parte molto importante della mia vita. Sono cresciuta, ho avuto esperienze diverse e ho imparato a dare un peso differente alle cose. Non significa aver rinunciato a quello che ero, ma aver aggiunto qualcosa di molto importante al mio percorso.
È cambiato anche il rapporto con il tuo corpo?
Sicuramente. Non ho più vent’anni e dopo la maternità il rapporto con il corpo cambia. Mi riguardo, mi curo, ma soprattutto ho imparato ad accettare i cambiamenti. Continuo a vedermi bene e non ho una grande nostalgia di come ero prima. Preferisco essere naturale, essere ancora me stessa e non stravolgere la donna che sono diventata.

Questa forse è una delle trasformazioni più importanti: non cercare di tornare indietro.
Sì. Credo sia importante accettare quello che siamo in ogni momento della nostra vita. Io mi accetto molto bene e penso che anche questo faccia parte della crescita. Non sento il bisogno di rincorrere un’immagine passata di me stessa.
E oggi quanto è importante, invece, custodire la tua vita privata?
Molto. Oggi tengo particolarmente alla mia vita privata e cerco di custodirla. Allo stesso tempo cerco di badare a me stessa e alla mia immagine, ma in modo diverso rispetto al passato. Ho capito che prendersi cura di sé non significa soltanto apparire, ma anche stare bene, concedersi dei momenti, fermarsi quando serve.

È proprio questo il concetto di pausa che sembra accompagnare questa fase della tua vita.
Sì, perché a volte ci rendiamo conto che non dedichiamo abbastanza tempo alle cose belle della vita. Io ho cambiato i miei parametri. Non penso più che il lavoro debba necessariamente occupare tutto lo spazio. Voglio lavorare, certo, ma voglio anche viaggiare, conoscere, vivere e fare ciò che mi rende felice.
La fotografia, però, è ancora presente. Ti senti ancora una fotomodella?
Sì, assolutamente. Io mi sento ancora una fotomodella e penso che la fotografia resterà sempre una mia passione. Non credo che smetterò finché il mio fisico me lo permetterà. Rifarei tutto quello che ho fatto, senza dubbio. Semplicemente oggi ho un rapporto diverso con questo mondo.

Che cosa è cambiato?
Prima facevo soprattutto set. Oggi, invece, mi dedico a quello che mi piace, al gusto che posso provare in quel momento. Non sento più di dover fare qualcosa necessariamente. Se c’è un progetto che mi incuriosisce, che mi piace, che mi rappresenta, allora lo faccio.
In tredici anni hai imparato anche molto di quello che accade dietro l’obiettivo.
Sì, ed è stato fondamentale. La fotografia mi ha dato tantissimo e mi ha permesso di scoprire tutto quello che c’è dietro un’immagine. Oggi, oltre a fare la modella, mi capita di organizzare e gestire altre ragazze che stanno muovendo i primi passi. Ci sono tante variabili da gestire e spesso problemi da risolvere all’istante. Essere una problem solver è una qualità che ho imparato anche grazie a questo lavoro e che oggi applico in tanti ambiti della mia vita. E la creatività per superare gli imprevisti non mi è mai mancata.

Nel frattempo sono nate anche nuove esperienze professionali.
Sì. Mi sto dedicando alle locazioni turistiche e all’affitto di case vacanza e sto lavorando anche a un progetto di e-commerce legato agli accessori. Sono esperienze completamente diverse, ma proprio per questo mi piacciono. Ogni cosa che ho fatto mi ha lasciato qualcosa e mi ha fatto crescere.
Guardando avanti, dove immagini Martina?
Sicuramente ancora davanti all’obiettivo, ma anche dall’altra parte, a organizzare e gestire altre ragazze. E poi ancora viaggiatrice. Ho in mente di fare il giro del mondo. Mi piacerebbe mettere un po’ da parte il lavoro e gustarmi il resto, perché credo che a un certo punto della vita ti rendi conto che devi trovare spazio anche per le cose che ti fanno stare bene.

Quindi la valigia rimane pronta?
La valigia è sempre pronta. Forse oggi, più che mai. Perché non ho perso la voglia di sperimentare, di partire e di scoprire. Credo che questa sia una parte di me che non cambierà mai.
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