CRODÀ – CROLLARE

Crodà si usa per dire di frutti maturi che cadono da soli dall’albero, o di foglie che in autunno cadono naturalmente dai rami.
Ci sono altre situazioni in cui vale questa espressione: crodà i brass – essere al limite della pazienza, essere delusi. Ha un significato se a deluderci sono persone a cui si vuole bene.
È un grande dispiacere, un senso quasi di smarrimento perdere stima in chi avevamo riposto fiducia, a volte può anche abbassare l’autostima, quasi che la colpa sia nostra…

Come ogni esperienza negativa tuttavia ha sempre qualche lato positivo: ci aiuta innanzitutto a guardarci dentro e valutare noi stessi prima che gli altri; a distinguere i veri amici e, se possibile, stare solo con chi ci fa star bene, a reagire comunque malgrado le disillusioni e imparare per il futuro! Crodà dal sòn – avere molto sonno; crodà dala strachèsa – essere molto stanchi, fisicamente ma anche mentalmente.

I póm i crodà mìa dè lons dala pianta: metaforicamente i figli somigliano ai genitori, nel bene e nel male imparano in base agli insegnamenti ricevuti e si comportano di conseguenza. Crodà è un modo di dire ancora in uso nel parlare quotidiano; si può riferire, come del resto molti altri detti, a svariate situazioni, più leggere o più pesanti, serie o ironiche, come sa essere il dialetto.
Ornella Olfi

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