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CONTENTI ED ORGOGLIOSI DEL PROPRIO NOME: Riflessione dalla convalescenza in Ospedale

Rimesso dalla batosta dell’infarto, nella convalescenza ospedaliera, ho avuto modo di riflettere su vari argomenti. Dopo la Pasquetta le letture della Liturgia pone molto in risalto i Nomi.
Gesù non ancora salito al cielo nel sepolcro dice: “Maria non piangere”, dispiaciuta che il Corpo di Gesù sia stato portato via.

Una pronuncia quella di Gesù inconfondibile, che solo Lui con tono deciso e familiare dice: ”Maria”. E’ facile riflettendo, pensare ai nostri nomi. Quelli che i nostri Genitori hanno scelto per noi, e sin da piccoli ci hanno chiamato con un tono, inconfondibile con la loro voce, più importante del contenuto. Un tono diventato subito a noi familiare e accogliente, prima da bambini, poi da ragazzi, quindi da adulti, donna o uomo.

Per questo anche le note che appaiono in “New Entry” nella rubrica che riguarda i nomi, sono note coinvolgenti, che leggi con particolare attenzione, magari con emozione se coincidono con il tuo nome. Nomi che ci hanno dato, direi imposto, che a poco a poco abbiamo condiviso, fatto nostro, amato, contenti di avere quel nome “Il nostro nome”.

Da quel che ho constatato, quasi tutti sono contenti ed orgogliosi del proprio nome. Il mio “Marino” che accanto al cognome “Marini” sembra una non originalità, scelto con facilità e poca fantasia e ricerca. Qualcuno mi dice “che fantasia”, anziché scelta di approfondito discernimento. Invece il nome è scaturito dall’amicizia dei miei genitori con le Suore Operaie di Botticino, che nel periodo della mia nascita, vivevano quasi nello stesso cortile dei miei Genitori. Ch’era poi lo stesso cortile condiviso per 30 anni con il Parroco don Calzoni. Cortile ampio che in tre punti, meglio porte, si collegava alle nostre diverse abitazioni.

Così Suor Virginia Capra, in stretta amicizia nella nostra famiglia, chiese quale nome avrebbero dato al bimbo o bimba che sarebbe nata fra qualche giorno. Nascevo a casa l’8 settembre 1943, quasi tutti non conoscevano il sesso del futuro nascituro. I nomi che andavano per la maggiore erano: Mario, Luigi, Luciano, Giovanni, Maria, Marta, Nadia, Pasquina.

Lei, la Suora, suggerisce di chiamarmi Marino. Sarà quel nome all’anagrafe di Calvisano, così come nel giorno del Battesimo del 19 settembre nel registro dei battesimi nella Parrocchia Santa Maria Nascente di Mezzane. Un nome che ben si amalgamava al cognome. Fui sempre fiero, come tutt’ora di quel nome. Mia sorella più grande, nata nel 1938 era stata chiamata Grandilia, rinnovando il nome della Nonna, Mamma di nostro Padre, lei proveniente da Folgaria, dove era nata nel 1863, con qualche parentela tedesca. L’altra mia sorella, la più giovane di me, venne chiamata ed è tutt’ora Itala. San Marino è celebrato più volte durante l’anno dalla Chiesa, o in senso laico nei vari calendari annuali. Fra i più noti quello del 3 settembre, dove viene ricordato il diacono, fondatore e Patrono della Repubblica di San Marino, una delle Repubbliche più piccole e più antiche. Un altro a me caro, si ricorda il 3 marzo, soldato centurione giunto ad alti gradi, venne però martirizzato per la sua fede e quindi fatto santo. Naturalmente l’importanza e le caratteristiche dei nomi hanno poi segnato la scelta dei nomi dei nostri figli.

Piazza San Marino

Essendo noi impegnati cristianamente il riferimento evangelico è stata una scelta naturale e convinta, nomi che non ti lasciano senza un pensiero positivo. Così con mia moglie Maria Agostina, abbiamo per il primogenito Samuele, al quale abbiamo però aggiunto il secondo nome che ha rinnovato una profonda amicizia con un Amico tragicamente scomparso “Costante”.

Aggiungemmo, senza nessuna pretesa di caseggiato nobile o signorile, “Primo” nel ricordo del Nonno, mio Papà. Facilmente assimilabile al mondo dello sport e quindi dei sogni giovanili, senza dimenticarci, che oltre le età sono molti gli adulti e gli anziani sportivi, che non mancano di sognare… pensando a piccole o grandi vittorie. Papa Francesco ci dice: “I sogni di una persona anziana sono la ricchezza della vita che vi offrono ai giovani come esperienza di vita”.

La maglia di Primo

Il nostro secondo figlio, nato in una ricorrenza straordinaria come quella dedicata alla Madonna di Lourdes l’11 febbraio 1987, lo chiamammo “Isaia”, profeta inconfondibile nella storia cristiana. Completa il nostro racconto familiare dei nomi, quelli dei nostri nipoti: “Gioele, Cristiana, Caterina”, entrambi richiamanti profonde vocazioni di Santità. Nomi che pronunciandoli, ti riempiono il cuore, la mente e l’animo.
Marino Marini

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