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Come guidare una Mtb elettrica: consigli per l’uso (2^punt.)

La bike a pedalata assistita è il fenomeno ciclistico del momento.
Ovunque si vedono sempre più persone in città in sella a una e-bike e anche in montagna o nei boschi, con e-Mtb front o full.
Sono arrivate forcelle, trasmissioni, freni specifici e persino zaini con porta-batteria interni dedicati al mondo della pedalata assistita.
Tuttavia, una buona fetta di biker è scettica, considera il motore elettrico un imbroglio, una cosa “da vecchi” o per persone sovrappeso e non allenate, spesso giudicando senza avere mai seriamente provato una e-Bike.
Dall’altro lato, chi l’ha acquistata a volte non riesce a sfruttare al massimo il suo potenziale. Ecco quindi una guida in più puntate sulle indicazioni principali da tenere in considerazione per usare una e-Mtb e imparare a guidare divertendosi e in sicurezza.

Motore, assistenze e batteria, come sfruttarli al meglio
Fatta la debita premessa sui componenti in comune tra MTB ed e-bike e il loro uso, analizziamo ora il motore, le modalità di assistenza, il display/computer di bordo e la batteria: sono i componenti del sistema elettrico, funzionano tutti insieme e un corretto uso dell’uno influenza l’altro.
– Il motore: è il cuore della e-bike, si attiva solo se pedaliamo e ci fornisce la spinta. Aggiunge una buona parte del peso alla bici (circa 3/4 kg).
– Le modalità di assistenza: sono “le marce” del motore e possono essere tre (Eco, Trail, Turbo come sui motori Brose di Rotwild, Fantic e Specialized), quattro (Eco, Tour, Sport, Turbo) sui motori Bosch o cinque come sul nuovo Yamaha PW-X (Eco+, Eco, Standard, High, Extra Power).
Attenzione: utilizzando sempre l’assistenza più potente vedrete calare drasticamente il livello della batteria. Il consumo può aumentare anche del 50 o 70% in confronto alla modalità di assistenza più bassa.
Su molte e-bike troviamo anche la modalità “Walk” che permette, con la pressione di un tasto, di attivare il motore senza pedalare e raggiungere una velocità massima di 6 km/h. Questa funzione è utile nelle ripartenze in salita o quando si debba spingere la e-Mtb su un tratto in salita esposto o troppo sconnesso.
– Il display: ne esistono di diversi tipi a seconda delle marche e alcune aziende come Bosch ne propongono anche tre tipologie utilizzabili sullo stesso sistema elettrico. Molti marchi ormai permettono inoltre una personalizzazione delle curve di erogazione delle modalità di assistenza attraverso pc, smartphone e tablet grazie alla tecnologia Bluetooth.
E ancora, in alcuni modelli troviamo anche la navigazione con GPS, il controllo delle luci e i dati di viaggio, fino alla gestione del cambio elettronico come per lo Shimano E8000 con cambio elettronico Di2.
Alcune e-bike invece non presentano il computer di bordo: la quantità di carica si evidenzia con dei led sulla batteria, così come la scelta delle modalità che avviene attraverso dei pulsanti sul telaio. Sono disponibili delle App scaricabili su smartphone per controllare il motore e i livelli di assistenza a seconda del giro che si effettua.
– La batteria: il peso è di circa 2,5 kg per la 500 Wh. Si ricarica in 3-5 ore. Con una carica si possono percorrere dai 40 ai 150 km e oltre, con una spesa stimata in 5-10 centesimi di euro.
Il consumo della batteria dipende, oltre che dal livello di assistenza del motore utilizzato, anche dall’altimetria del percorso, il peso del biker, la temperatura esterna, il tipo di percorsi, il numero delle soste e ripartenze (che, come per le auto, stressano il motore).
Ricordiamoci che la batteria è delicata, va trattata con cura, tolta dalla e-bike durante il lavaggio (lo stesso vale per il display). Similmente a tutti i dispositivi dotati di batteria (uno su tutti lo smartphone), quando la temperatura scende, il rendimento delle celle agli ioni di Litio diminuisce a causa dell’aumento della resistenza elettrica. È normale che l’autonomia si riduca in inverno. Tenetene conto.
Esistono già in commercio delle protezioni in neoprene con cui coprire il pacco batteria, attenzione però alle pozzanghere, perché il neoprene potrebbe trasformarsi in un arma a doppio taglio, trattenendo l’acqua e aumentando la dispersione di calore.
Le batterie si danneggiano anche se vengono scaricate completamente e lasciate per lungo tempo senza energia: al loro interno, la sofisticata elettronica di controllo chiamata BMS (battery management system) consuma sempre una piccola quantità di carica. Se il BMS non ha più energia, non si può ricaricare la batteria e questa diventa inutilizzabile.
Visto che il costo di un pacco batteria è di circa 600/800 euro, abbiatene la massima cura: no agli urti quando è staccata dal telaio della bici e in caso di inutilizzo prolungato è sempre meglio lasciare il pacco batteria con un 50% di carica al suo interno, in un luogo asciutto e a temperature comprese tra 0 e 20 °C.
– Il carica batteria: ne esistono ormai di diversi tipi e anche “da viaggio”, quindi più leggeri (si va dagli 800 grammi dello standard ai 500 grammi di quelli da viaggio) e meno ingombranti. Se siete soliti fare lunghi giri con pausa pranzo annessa, l’ideale è portare con sé il carica batteria per poter ripristinare l’autonomia del pacco batterie. In un’ora, a seconda dei modelli, si può ricaricare anche del 40%.
Alla prossima pedalata… (puntata)….
Fonti: ebike.bicilive.it
Future Emotion

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