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CAMMINO DI VITA O BARRIERA?

Sono un traguardo importante i diciotto anni; emblema di maturità, libertà, espressione di pensiero. Ciascuno di noi li ricorda con un pizzico di nostalgia, con tenerezza infinita.
A galla vengono riportati flashback, accenni di baldorie, amicizie sfumate dal tempo. Per la vita di un ragazzo colto da fragilità indicano ingarbuglio di burocrazie, documenti, verifiche, valutazioni. Sono attese, prese capillari di coscienza.
Per chi, come noi, che da sempre ha accudito, custodito, cercato di fare il meglio per il proprio figlio ci si ritrova, in un batter d’occhio, ad essere dinnanzi alle autorità “ degli estranei” che devono necessariamente essere supportati ed avvallati da una figura giuridica con la finalità di proteggere il “fragile”. Comprendo gli abusi di cui spesso si sente parlare; d’imbrogli a carico di coloro che non essendo del tutto in grado di gestirsi nella vita quotidiana si trovano a dover fare i conti con gente senza scrupoli ma santi numi!! Quando questi “nostri figli” si “grandoni” ma allo stesso tempo “tanto grandi tanto piccoli” hanno la fortuna di vivere in famiglia, in un ambiente protetto dove da sempre sono stati amati per i genitori diventa passaggio umiliante, difficoltoso da digerire.
Inoltre diverse le spese da affrontare, marche da bollo, diritti di segreteria .. negli ultimi giorni maggiorazione oneri …diversificano la spesa per i residenti in provincia e non…
Lo stato deve guadagnare anche su questo? Anche sulla disabilità grave? …. per poter accedere ai servizi presso il tribunale dove un giudice, uno a caso, uno fra i mille, uno che mai ha guardato, sentito,odorato la mia Vittoria affiancherà in modo parallelo il nostro cammino di vita. Da lodare e ringraziare il personale dell’asst del Garda di Montichiari nella persona della signora Elisabetta Bertoli la quale ci sta seguendo passo passo, accompagnandoci con tanta pazienza e delicatezza. La notte rivela pensieri, inclinazioni, fa il petto ansare, sospirare. Sogni distratti mettono a zittire tremori, fanno nascere speranze. Tanti, infiniti, sono i tratti di via, cammini da imboccare, tracce da seguire, perseguendo sempre ed ovunque il bene dei figli.
Al buon Dio, si chiede forza, coraggio, sorriso per non abbattersi, nella speranza che coloro che per caso saranno chiamati dalla legge ad affiancarci abbiano cuore e buon senso, amore per la vita.
Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste

 

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