Fra interstizi ciechi, di botole profonde
s’annidano dolori, ferite sanguinanti
il cui sapore aspro, si mesce
con la dolcezza di ora notturna.
Nel silenzio, quiete e riposo
braccia appese, mente protesa
verso fantasie minute.
Mi rivedo piccina
ingoiare il mondo con ingordigia
fra le mani serrate, pochi spiccioli
raccolti sacrificando dolcetti
in onore della festa del papà.
La piccola vetrina, osservavo
meticolosamente scegliendo
il dono da offrire al mio papà.
Quell’anno, il ciliegio ebbe una strana fioritura, sul bancone posai le monete, in cambio ricevendo,
un piccolo pennello da barba che portai a casa con regale fastosità.
Venne la sera, fuori la luce,
si faceva dorata
mia madre s’adoperava
fra pentole e fornelli, io attendevo, il passo di mio padre felice per la felicità che avrei provato e ridonato.
Fu rapido, il gesto
che offrì il dono, capo il chino
dita allacciate, core in ascolto.
Sul tavolo, poco lontano
una montagna di zeppole
dalla mamma preparate
per onorare la festa.
Inzaccherate le bocche
di zucchero e di crema
ci sorprese la luna
così, a sorridere felici.
Milena, la mamma di Vittoria e di Celeste
Auguri a tutti i papà!!!


