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“ARTPOP” Lady Gaga

  Tracklist:
  1. Aura
  2. Venus
  3. G.U.Y.
  4. Sexxx Dreams
  5. Jewels N’ Drugs (featuring T.I., Too $hort, and Twista)
  6. MANiCURE 
  7. Do What U Want (featuring R. Kelly)
  8. ARTPOP
  9. Swine
10. Donatella
11. Fashion!
12. Mary Jane Holland
13. Dope
14. Gypsy
15. Applause

  Tracklist:
  1. Aura
  2. Venus
  3. G.U.Y.
  4. Sexxx Dreams
  5. Jewels N’ Drugs (featuring T.I., Too $hort, and Twista)
  6. MANiCURE 
  7. Do What U Want (featuring R. Kelly)
  8. ARTPOP
  9. Swine
10. Donatella
11. Fashion!
12. Mary Jane Holland
13. Dope
14. Gypsy
15. Applause

Lady GaGa è a mio parere un’artista che, nonostante la sua esuberanza mi lasci un po’ d’amaro in bocca, riesce a donare un barlume di luce al pop odierno oscurato da ragazzine con voci “fabbricate” in studio. Detto questo, la star americana con il suo quarto album in studio, ARTPOP, può dire di aver compiuto un passo avanti, ma anche di essere retrocessa ad un livello minore. Mi spiego: il lavoro non ha assolutamente lo stesso valore artistico di Born This Way, a mio parere un capolavoro, però GaGa ha avuto il coraggio di non fermarsi dov’era arrivata e pubblicare un album-copia, bensì di sperimentare, qualche volta in bene e qualche volta in male, nuovi sound. Tutto ciò si nota in quasi tutte le tracce del disco, anche se quelle che mi hanno colpito maggiormente sono MANiCURE, dove la presenza di una chitarra elettrica, seppur ottenuta da console, dà carica, e Swine, pezzo in cui l’elettronica è tanto sopraffina che si ascolterebbe volentieri la versione strumentale del brano. In questo lavoro non possono mancare i duetti: in Do What U Want presenzia R. Kelly, il quale però non impressiona in quanto a voce e espressività, tanto da far sembrare il suo intervento uguale ad altri cinquecento. Ma è in Jewels ‘n Drugs che l’album raggiunge il suo capitolo migliore: il pezzo è puramente hip-hop, ottenuto con la collaborazione di rapper che, sebbene non siano tanto conosciuti a livello mondiale, riescono a creare un’ottima atmosfera attorno alla voce impeccabile di Gaga. Un’altra canzone che merita è il primo singolo estratto da questo album, Applause, il quale testo, decisamente diretto e chiaro, fa capire che a Lady Gaga non importa quello che dice la critica, ma si cura solo degli applausi del pubblico a lei fedele. Dal punto di vista musicale, ancora una volta emerge una base di elettronica pura, che nel ritornello arriva quasi a sonorità tipiche della drum ‘n bass. Ma non ci sono affatto solo aspetti positivi in questo disco: il particolare che infastidisce maggiormente l’ascoltatore è il parlato, presente in gran parte dei brani, o nelle strofe (come accade in Venus, singolo che delude pur essendo valido) o nei ritornelli (come in Mary Jane Holland che davvero, senza il chorus letteralmente urlato sarebbe tra le tracce più meritevoli dell’album) o nei bridge (come accade nella titletrack, che è sicuramente uno dei brani più strani dell’intero lavoro, ma è pienamente sufficiente).
Come ho detto prima, GaGa punta molto sull’elettronica in questo cd, ma anche sotto questo aspetto non è un album perfetto. Deludono infatti G.U.Y., in cui la voce della cantante è “tranquilla” rispetto a una base invece decisamente aggressiva, Sexxx Dreams, nella quale invece è la voce a salvare una melodia per niente convincente, Donatella, dedicata a Versace, brano che merita solo per il pre-chorus e Fashion, con una convincente introduzione al piano, che però successivamente si sviluppa in una sorta di remix di un qualsiasi pezzo funk anni ’70. Le uniche note veramente negative dell’album si contano comunque sulle dita di una mano. Aura, nonostante un inizio arabeggiante che lascia presagire una traccia interessante, più prosegue e più mi convince di meno, con una base sicuramente non all’altezza. La scelta di inserirla come opener è qualitativamente parlando sbagliata, ma le canzoni a venire cambieranno di certo l’opinione di questo lavoro in positivo. Dope è una ballata piano e voce con cui la voce di Lady Gaga non si sposa, e Gypsy promette bene con l’introduzione, ma in fondo non è che un pezzo orecchiabile e banale, quasi tendente al sound di David Guetta.
Fatte le dovute considerazioni, ARTPOP non è il miglior album di Lady GaGa, ma è comunque una buona conferma di quanto fatto vedere con Born This Way. I difetti ci sono eccome, ma il tutto è impregnato da un’elettronica veramente ben curata, come nemmeno nel penultimo album era stata. Voto 7.         Carlo Chiesa

HIT PARADE 06 GENNAIO 2014

1    MONDOVISIONE – LIGABUE
2    MARIO CHRISTMAS – MARIO BIONDI
3   20 THE GREATEST HITS  – LAURA PAUSINI4    2    4   MIDNIGHT MEMORIES – ONE DIRECTION
5   SONG BOOK VOL.1 – MIKA
6   SENZA PAURA – GIORGIA   
7   L’ANIMA VOLA – ELISA
8   CHRISTMAS SONG BOOK – MINA
9   SCHIENA VS SCHIENA – EMMA
10 GIOIA … NON E’ MAI ABBASTANZA!

HIT PARADE 6 GENNAIO 1964

1   O mio Signore – Edoardo Vianello
2   Sabato triste – Adriano Celentano
3   L’età dell’amore – Francoise Hardy
4   Ridi – Michele
5   Non te ne andare – Jimmy Fontana
6   Baby – Peppino Di Capri
7   T’amo e t’amerò     – Little Tony
8   Non è facile avere 18 anni – Rita Pavone
9   Ti cercherò – Ricky Gianco
10 Adesso – Neil Sedaka

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