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ARIA DI VACANZA: COME IMPARARE A OZIARE ALMENO UNA VOLTA ALL’ANNO!

Avere del tempo a disposizione fa bene sia alla mente sia al corpo.
E con questa affermazione non penso di aver “scoperto l’acqua calda” però se proseguirai con la lettura di queste mie righe potresti trovare qualche informazione interessante …
L’ideale è approfittare delle prossime vacanze estive per prendersi del tempo per se stessi in modo da rigenerare sia il corpo sia la mente.


Ricordo che l’ozio per gli antichi romani era proprio il tempo che ci si prendeva per se stessi…
Perciò “l’arte di oziare” non è una cosa da improvvisare. Serve una strategia perché noi, in primis il nostro cervello, è ormai programmato sul risolvere i problemi quotidiani, non fermarsi mai e dare sempre il massimo. Sembra impossibile mettere in pausa il cervello.


Ne consegue che anche quando crediamo di metterlo in stand by, in realtà non è così detto che lui sia sempre attivo (pure quando oziamo) tuttavia elabora le informazioni però in modo più tranquillo e senza distrazioni così facendo riusciamo a risolvere meglio i problemi in sospeso.
È un po’ come quando facciamo le parole crociate e c’è quella parola che proprio non riusciamo a trovare… poi riprendiamo in mano il gioco dopo qualche giorno e voilà, come per magia, quella definizione che proprio non ci veniva e per cui ci siamo scervellati per tanto tempo è arrivata! Lo stesso fa la nostra mente: quando siamo più pacifici lavora meglio!


Oziare non è sbagliato anzi, come detto, è un toccasana perché solo così riusciamo a dipanare quell’insieme di pensieri negativi che si affollano nella nostra testa e, quindi, ad avere una sensazione di pace e tranquillità con i relativi benefici che essa comporta.


Certo, al giorno d’oggi è difficile scollegarsi dal mondo che ci circonda anche solo per pochi giorni poiché il cellulare non possiamo spegnerlo (o per lo meno non per lungo tempo) dato che c’è sempre qualcuno che potrebbe aver davvero bisogno di noi (ad esempio i figli o i genitori a seconda dei casi) però potremmo usare degli accorgimenti molto semplici, anzi, direi banali.


Magari si potrebbe mettere in pausa i social e le e-mail con una risposta automatica o, avvisando, prima della nostra partenza, gli amici più intimi e i parenti che per un periodo non saremo sempre raggiungibili. Attenzione a non pubblicare la data delle nostre ferie sui social in modo che possano saperlo tutti (anche i malintenzionati). Torniamo a noi…


Se non useremo questi piccoli stratagemmi faremo delle nostre vacanze una specie di smart working. In questo modo: guardando il cellulare un po’ di meno e magari per niente i computer e tablet, potremo fare qualcosa d’altro che normalmente nella frenesia che contraddistingue le nostre giornate non riusciamo a fare.


Usiamo quel tempo libero per fare quello che ci piace perché la voglio fare, non perché devo farlo… La vacanza deve essere anche uno stato d’animo vale a dire imparare a liberare la mente facendo qualcosa che amiamo e in questo modo ne avrà giovamento non solo la mente ma anche il corpo. Sicuramente non è una cosa facile da farsi. Stando a recenti studi, difatti, per molte persone la vacanza è uno stato di tensione.


Diventa uno stress l’idea che per un periodo non si avrà niente da fare in quanto la sensazione di vuoto crea disagio.E come fare a vincere questa sensazione? Semplice!
Bisogna trovare, come detto, qualcosa da fare che ci piace e che ci renda felici e non pianificare ogni minuto della nostra vacanza perché la vacanza è una vacanza e non un lavoro (sembra un concetto elementare però tante persone se ne dimenticano), ma lasciare anche qualcosa al caso e all’improvvisazione. Solo così torneremo alla nostra quotidianità davvero rigenerati e pronti a riprendere la vita di tutti i giorni!


Concludo ricordando ancora una volta che io sono una dilettante in materia e che quello che dico e scrivo nasce solo ed esclusivamente dall’esperienza diretta oppure da informazioni che ho recepito leggendo libri o articoli sull’argomento.
Essendo solo una autodidatta non voglio in alcun modo sostituirmi ad un esperto del settore.

Monica Palazzi

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