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APPUNTI PER IL PRINCIPE

Questo scritto è per le mia care amiche alle quali non riesco a dire quanto sarebbero meravigliose se non facessero almeno la metà delle cose scritte qui, ma che sono meravigliose lo stesso se perdonano il fatto che io non riuscirò mai a fare nemmeno la metà delle cose scritte qui… Odio quasi tutto quello che piace fare ad una donna, perlomeno quello che piace fare al campione di donne di mia conoscenza. Odio cucinare (anche i dolci, sì ANCHE I DOLCI!), come si fa a gestire tutto quel padellame che frigge e bolle (e il forno, non parliamone)? Odio girare a vuoto al mercato parlando alle spalle di chi si incontra e maledire perché lo si è incontrato; friggere sotto i ferri del parrucchiere; sospirare su quintali di riviste di moda soffiandosi le unghie imbrattate di smalto; imbottigliarsi negli ipermercati e ,prima e dopo, nei parcheggi degli ipermercati. Odio passare ore a sbadigliare nei bar parlando di depilazione e saldi. Odio colare dentro un camerino con quintali di vestiti da provare e poi lasciare tutto lì… Odio dover aver bisogno di un’altra per affrontare il bagno al ristorante, odio la mistificazione del proprio fidanzato, che assume priorità su tutto ciò che di bello può dare la vita…odio rinunciare ad un fine settimana tra amiche inventandosi che lui non vuole (“non lo dice…ma io ho capito che preferisce che io non venga”…sarebbe meglio dire “Non vengo perché anch’io non voglio che esca coi suoi amici” e io dico:”Ma chi vuoi che te lo freghi? Anzi come potresti impedire ad un’altra donna di fregartelo? Un’altra donna te lo fregherà solo se lui vuole essere fregato e se io fossi in lui, vista la tua codardissima paura di perderlo, mi farei fregare più che volentieri da un’altra”). Odio la abnorme palla del “ciclo” utilizzata a più non posso quando non si ha il coraggio di dire “Non ho voglia di uscire con te”; nascondere il mio amore per un uomo dietro fasulli insulti; alzarmi quando tutti hanno finito di mangiare per autoflagellarmi al lavello, senza avere il coraggio di far intuire all’uomo che si può fare a turno e ancora di più odio il difendersi dicendo “Ma a me piace, lo faccio volentieri” (la stessa persona ti dirà dieci anni dopo che il divorzio è avvenuto perché lui non metteva in ordine i calzini…e lei si sentiva schiavizzata…ma a lei “piaceva”, già!). Odio lasciare la scia di profumo obbligando tutti a sentirlo; stare a dieta prima dell’estate perché non hai l’ingegno di far dimenticare, con altri pregi, un po’ di sana ciccia; depilarsi fin nelle zone più recondite per paura del giudizio degli altri (attacca una striscia di ceretta sul petto villoso del primo che ti guarda e strappa con forza…anzi basta una pinzetta…vedrai se non te li perdona due peli in più!). Odio il ricambio illimitato di borsette; la prigione degli abbinamenti maniacali di colore; il far aspettare; i peluche; l’accanirsi su un paio di date da ricordare e festeggiare a tutti i costi, cieche di tutti gli altri meravigliosi giorni che ci sono. Ed infine, e credo davvero con quest’ultima affermazione di giocarmi le ultime amiche donne, odio ANDARE AL CINEMA (Ok l’ho detto! Ma dai, come si fa a stare lì imbambolati per due ore , dopo venti minuti buoni di coatta pubblicità di cui nessuno ti ha avvertito, senza possibilità di movimento, parola, espressione. Voglio commentare una scena e ssssttt…ma scusa il film te lo rivedrai un mese dopo in dvd, ma quello che avevo da dirti d’istinto su quella scena non te lo potrò ridire tra un mese, è perduto per sempre. E se il film è d’amore augurati di non essere single, altrimenti sei costretto a galleggiare sulla tua zattera monoposto in un mare di coppie che si baciano fregandosene spudoratamente della tua solitudine.) Aggiungo, per un mio amico (non il primo e neanche il secondo) che mi ha detto che odio troppe cose perché non sono serena con me stessa, un elenco delle cose che amo fare che sono molte di più di quelle che lo spazio mi consente di scrivere, ma chi resta con la massa, nella superficie del mio vivere, non le potrà mai vedere. Mi piace essere accarezzata pianissimo; il profumo dei sali da bagno che ti resta attaccato alla pelle e che può sentire solo chi ti ama e ti annusa profondamente. Mi piace l’astronomia, le stelle, le costellazioni, l’osservazione dell’universo; le nuove tecnologie; chiedermi il perché delle cose: di tutte (non so davvero cosa c’è che non mi interessa!); parlare delicatamente dei problemi degli altri, anche se non mi sentono, anzi, soprattutto se non mi sentono; capire i risvolti psicologici e sociali degli avvenimenti anche più banali e quotidiani. Mi piace il vento prima del temporale e il temporale di notte; il rumore della pioggia sulle persiane; restare spettinata; alzarmi un giorno e decidere di festeggiare il mio compigiorno. Che a volte un uomo mi ami guardandomi piano per tutta la notte, senza toccarmi. Mi piace cantare; ragionare per ore su ciò che avviene nel mondo; chiacchierare in auto; dormire all’aperto; fare regali senza un motivo. Mi piace il silenzio delle persone che stanno soffrendo; capire le logiche dei bambini; comprare le cose in piccoli vecchi negozi (anche se costano il doppio); arrivare in colossale anticipo agli appuntamenti; mi piace leggere e scrivere ciò che penso; parlare da sola; guidare in silenzio. Mi piace aprire la giornata col Benedictus di Zaccaria, recitare i Salmi a mezza voce nelle chiese vuote, confessarmi, ascoltare Dio nel tramonto. Mi piace accarezzarmi i capelli prima di addormentarmi; mangiare con le mani e anche vestirsi benissimo per cenare nel ristorante più bello della provincia in un banale giorno di inizio settimana; le poesie di Keats. Mi piace stare sotto la pioggia col viso verso il cielo, di notte, in primavera; i gioielli in legno o pietra grezza; riposare su una coperta stesa nell’erba alta; la brezza della sera che muove tutto con dolcezza; ascoltare i sogni degli altri; discutere animatamente sui problemi del mondo. Mi piace la luce delle candele e delle abatjour; la Turandot; le campane di Piazza Vecchia; Elisa. Mi piace farmi scaldare i piedi da mia nonna; viaggiare tutta la notte per vedere l’alba sorgere su un orizzonte nuovo; l’uomo ironico e gentile; il matrimonio alla pari; le favole a lieto fine.

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