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ALFA ROMEO 156 GTA, L’ULTIMA “ROMANTICA”

Lanciata nell’anno che cambiò per sempre la storia dell’era moderna, quel famigerato 2001, per una strana casualità proprio a Settembre. Chi non ricorda cosa stava facendo quell’11 Settembre di venti anni fa? Io ricordo tutto, con dovizia di particolari; era, a prescindere da tutto, il giorno prima del mio primo giorno di liceo, credo che forse lo avrei ricordato comunque, forse non così bene però.
Siamo stati tutti testimoni di un giorno che doveva essere come tanti e che in realtà, non sarà mai più dimenticato. Erano gli anni dei Nokia 3310, ve lo ricordate ? Io si, era il sogno di ogni adolescente.
E le scarpe della Fornarina? Praticamente vedevi il mondo da un’altra altitudine: chi le metteva, respirava aria migliore, più ossigenata diciamo.
Ah… dimenticavo i pantaloni a zampa…
Accorsi e Martina Stella sbancavano il botteghino consacrando di riflesso Muccino come uno dei migliori registi del nostro paese, e si parlò proprio dell’ultimo bacio. Motoristicamente parlando, erano anni in cui la corsa alla tecnologizzazione degli abitacoli era senza esclusione di colpi fra le case.
I cambi robotizzati con paddles al volante erano l’altra grande novità di inizio millennio.
Le macchine però, intendo dire le sportive, erano ancora dure e pure sotto tanti punti di vista. Al giorno d’oggi le auto di allora vengono spesso chiamate young timer, ma date retta ad un grande appassionato come me, in quegli anni crearono auto eccelse, la 156 GTA è una di queste.
Già la 156 2.5 V6 24 valvole, sorella più piccola della GTA era una bomba. In famiglia mio zio ne ebbe una, nera, interni in pelle Momo beige e poi quel V6, il Busso, considerato uno dei migliori V6 di sempre. Mentre sulla 2.5 sprigionava 192 CV sulla GTA la potenza sale a 250 CV, la cilindrata invece viene portata a 3.2 litri. Prestazioni notevolissime, 250km/h ma c’è chi giura che si possa andare anche oltre e o-100 coperto in 6.3 secondi. Interni in pelle con sedili avvolgenti, necessari se si vuole alzare il ritmo e divertirsi magari fra i tornanti di montagna. Ovviamente date le prestazioni l’impianto frenante fu aggiornato, usando dei Brembo con dischi da 305 mm davanti e 276 mm dietro.

Anche i cerchi in lega sono dedicati, esteriormente solo un occhio particolarmente attento la riconosce, ha paraurti anteriori e posteriori dal design marcatamente sportivo, così come le minigonne laterali. Doppio scarico sul lato sinistro. Forse per riconoscerla da spenta serve un occhio da appassionato ma fidatevi che da accesa, magari durante un allungo verso i 6000 giri, si girerebbero a guardarla in tanti, quasi tutti. Già con lo scarico originale, ha un sound che scalda il cuore e si fa notare… tralascio i capitoli sulle modifiche di questa auto, perché si aprirebbe un capitolo infinito. Ne furono prodotte 1973 berlina e 1678 sport wagon, scelta che apprezzai, in fin dei conti sono tanti i papà che guiderebbero volentieri una sw prestazionale, il mercato però ai tempi non ne offriva molte al di là delle tedesche. I prezzi però delle varie AMG, Audi S ed RS erano ben più alti. Cambio manuale o Selespeed? Ovviamente consiglio sempre il manuale su una sportiva. Gran Turismo Alleggerita, questo significa l’acronimo GTA. Sigla dei tempi d’oro di Alfa Romeo, riporta a infinti successi con le piccole e leggerissime coupe che misero in riga mezza Europa.

La 156 GTA fu l’ultima berlina del biscione a montare il glorioso e leggendario V6 Busso, la 159 non fu più equipaggiata con questo V6 ma un altro che nulla ha a che spartire con il Busso. Lo sterzo fu adattato e reso ancora più diretto e sportivo in linea con l’anima dell’auto, bastavano 1,7 giri per una sterzata completa contro i 2,1 della versione standard. Lo stesso V6 della GTA montato sulla coeva GTV fecero dell’Alfa Romeo stradale, la più veloce di sempre con oltre 255 km/h. E’ un’auto di razza ad un prezzo tutto sommato accettabile con 30.000,00 € circa, si compra un esemplare con basso chilometraggio, tagliandi certificati e di sicura rivalutazione. Fu l’ultima berlina di Arese con il Busso e con quelle tre lettere iconiche nel suo nome…


Antonio Gelmini
Per curiosità o valutazione su vetture
di interesse storico inviare una mail a:
meccanicagelmini@gmail.com

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