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AFFETTI SENZA TEMPO

Osservando un po’ oltre l’apparenza e il pensare comune, il cimitero si può definire non solo un luogo di dolore, di pianto, di rimpianti, di ricordi affettivi, di impotenza davanti alla morte. C’è sicuramente innanzitutto questo insieme di sentimenti, ma ci sono anche altri vari motivi per cui le persone vi si recano spesso. Ci sono gli anziani soli che, mentre recitano una preghiera o un rosario facendo il giro delle tombe dei propri cari, scambiano volentieri quattro chiacchiere con conoscenti, o semplicemente con parenti dei vicini di tomba, con cui confidare e condividere ricordi che li legano ai loro familiari defunti, per alleviare un po’ lo smarrimento della solitudine, per riempire un po’ il vuoto delle loro giornate trascorse per troppe ore in una casa ormai vuota. A volte basta un saluto cordiale e un sorriso anche da parte di chi non li conosce, ma li incontra abitualmente, per addolcire un po’ il loro dispiacere. Molti di loro curano in modo amorevole ogni giorno i fiori e le lapidi dei loro defunti, gesti silenziosi che esprimono un affetto senza tempo, soffermandosi parecchio, probabilmente per un intimo muto dialogo con chi è sempre presente nel loro cuore. Ci sono figli molto affettuosi che, malgrado gli impegni di lavoro, non mancano mai di andare per un breve saluto alla mamma o al papà, un gesto commovente che non passa inosservato. Ci sono parenti di persone scomparse giovani, per i quali è impossibile comprendere il mistero di destini così ingiusti. Ci sono le mamme: per loro non esistono commenti, se non un grande rispetto per la dignità con cui affrontano il loro immenso dolore. C’è chi ha una profonda fede e trasmette una pace interiore e un’accettazione del distacco molto rasserenante e consolante anche a chi, come me, fa più fatica ed è più dubbiosa, pur essendo convinta che ci sia un aldilà. Questo panorama così variegato di sentimenti mi fa pensare ad un cerchio in cui ognuno aiuta e sostiene gli altri, come in una grande famiglia o come in una grande compagnia di amici, perché se una gioia condivisa si raddoppia, un dolore condiviso si dimezza e anche perché non bisogna mai dimenticare che in questo luogo diventiamo proprio tutti uguali. E’ quindi forse un po’ da sfatare il pensiero che sia troppo triste andare al cimitero, può invece diventare un momento per mantenere un rapporto intenso con chi ci ha lasciato, seppur solo spiritualmente. E non ultimo…un momento in cui riflettere che bisogna godere appieno della vita.
Ornella Olfi

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