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Adrian: La bellezza salverà il mondo

Una citazione, questa, che scrisse Dostoevskij e che ha un profondo significato: il mondo si salverà quando la bella bontà tornerà ad essere una meta. La nostra epoca, colma di odio e brutalità ha bisogno di inseguire la bellezza vera e non quella delle icone della pubblicità. Una bellezza che si può percepire udendo il rumore di un torrente che fa rotolare i sassi, ascoltando il brontolìo di un tuono lontano o semplicemente nel calore di un abbraccio. “In Adrian si parla solo della bellezza. Senza la bellezza diventiamo seri, e ci arrabbiamo” dice Celentano. ” E ha ragione. Già dalla prima puntata esordisce con la canzone “I want to know” scritta nel 1976 nella quale si chiede “Vorrei sapere come fa la gente a concepire di poter vivere nelle case d’oggi, inscatolati come le acciughe, nascono i bimbi che han già le rughe. Perché la gente non dice niente. Ai mister Hyde, ai dottor Jekyll i costruttori di questi orrori che senza un volto fanno le case dove la carie germoglia già…. (Sembra scritta ieri ndr.)
Adrian, lo show ma soprattutto il cartone animato è stato sommerso da critiche, a mio parere ingiuste ma forse dovute al fatto che si ambienta in un mondo inquietante, opprimente, carico di cattiveria, elementi che sono ben presenti nel mondo d’oggi. Non è che forse preferiamo chiudere gli occhi e non vedere, invece che impegnarsi ognuno di noi, nessun escluso, ad un cambiamento radicale dove la gentilezza fa posto al mancato rispetto, dove l’amore sostituisce la guerra, dove la dolcezza prende il posto della rabbia. Tutto ciò è utopistico? Beh, finchè chiudiamo gli occhi e facciamo finta di nulla, sicuramente! Lo scenario di Adrian è soffocante, cupo ma reale: la diffamazione, le cosiddette fake news, la paura usata per tenere a bada il popolo sono metodi meschini che ahimè fanna parte dei giorni nostri. In Adrian c’è il risveglio delle nostre anime, delle nostre coscienze, ci fa capire quanto siamo inscatolati ora più che mai in una gabbia costruita a doc dai grandi della Terra. Come se non bastasse, anche la tecnologia ha riempito le nostre vite facendoci dimenticare il significato di una corsa nei prati, di una passeggiata nei boschi. Una trappola di cui non riusciamo più a liberarci, le informazioni passano così velocemente che manco ce le ricordiamo e così dimentichiamo anche gli affetti per i nostri cari. Adrian è un orologiaio che si oppone a tutto ciò che oggi sembra aver preso il sopravvento come la violenza sulle donne confidando in un mondo dominato da libertà e bellezza. Difatti, in una città piena di colate di cemento con grattacieli alti più di 30 piani, Adrian vive in una rustica casetta, con un piccolo giardino in compagnia della sua donna che ama infinitamente. I due si amano, si stimano, si cercano, insieme cercano di trovare soluzioni a differenza di quello che accade nella realtà dove molte coppie, si lasciano alla prime difficoltà. Nel corso del suo svolgimento, ADRIAN affronta alcuni dei temi che Celentano tratta da molti anni in canzoni, film e spettacoli tv: ambiente, politica, consumismo, violenza di genere. Ecco cosè in realtà il tanto bistrattato Adrian, uno show ed un cartoon futurista (neanche troppo) innovativo in un panorama televisico ricco di stupidaggini e programmi senza senso.
Adrian è un meraviglioso capolavoro innovativo, un pezzo di storia televisiva che ci ha segnato nel profondo facendoci capire ancora una volta che bisogna cambiare rotta se non vogliamo diventare delle persone asettiche che non sanno più distinguere l’arte della bellezza.
Il finale di questa serie è spettacolare… Adriano crede alla forza delle donne, crede che la natura possa riprendersi la sua rivincita, Adriano sogna città dove ci sono sì alcuni palazzi ma dove c’è anche l’erba, il profumo dei fiori, sentieri dove tra una panchina e l’altra si possono incontrare persone che ridono, scherzano, gioiscono perchè trova spazio anche la bellezza. Grazie Adriano per averci regalato un’altra perla che si aggiunge alla tua straordinaria carriera.
Gianluca Boffetti

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