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ABBADIA LARIANA

La spiaggia di Abbadia Lariana è un lungo litorale naturale di sassi bianchi, dove trascorrere momenti relax lungo le sponde del lago di Como.
A pochi minuti da Lecco, all’ingresso di Abbadia Lariana lungo la strada provinciale, troviamo il parcheggio a pagamento del Parco Ulisse Guzzi, dove lasciare il proprio mezzo per poi scendere a piedi al lago e rimanere affascinati dalla lunga e bianca spiaggia di ciottoli. La spiaggia di Abbadia consente ad ognuno di trovare il proprio posto, dove stendere il salviettone e godersi in completo relax sul lago di Como. Subito in prossimità dell’ingresso al parco, un’area verde di salici e ulivi, si trova un’area attrezzata con tavoli e panchine ed un campo di pallavolo.
Il comune si estende dalle pendici meridionali delle Orobie fino alle sponde orientali del Ramo di Lecco, passando attraverso la pianura alluvionale creata dal torrente Zerbo (che nel territorio di Abbadia forma anche una cascata di circa 50 metrie dal torrente Valmaior. Del territorio comunale fanno parte anche i Piani dei Resinelli.

Monumenti e luoghi d’interesse
Architetture religiose
Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo
Chiesa barocca della Concezione
Chiesa neoclassica di San Rocco (1839)
Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo
L’attuale chiesa parrocchiale di Abbadia Lariana è il risultato di una serie di interventi edilizi che hanno trasformato la preesistente chiesa dedicata ai SS. Vincenzo ed Anastasio. Nel XVIII secolo la chiesa fu intitolata a San Lorenzo e nel 1888, su progetto dell’ingegnere Stoppani, venne ampliata e completamente ristrutturata alzando il soffitto ed aggiungendo ai lati due navate.
Al centro della volta spicca la gloria di S. Lorenzo, a cui è dedicata la chiesa, con la palma del martirio in mano, vestito con le insegne di diacono. E’ portato in Paradiso dagli angeli ed ai suoi piedi sono raffigurati gli strumenti tradizionali del martirio con la graticola su cui venne bruciato.

Chiesa Barocca della Concezione
Già presente negli annali del 1288. Cambia l’orientamento in seguito a una catastrofe naturale, che pare abbia distrutto l’intero paese. Viene rivolta verso la Moiana, perché la Madonna protegga Linzanico da altre alluvioni e disastri causati dall’instabilità della zona detta appunto della Moiana. Nel 1500 aveva già l’attuale orientamento. Tra il 1600 e il 1627 vengono eseguiti vari lavori e il vescovo Carafino la definisce “elegans oratorialum”. Il campaniletto a vela è del 1700. I quadri provengono tutti dalla vecchia chiesa di San Lorenzo (Chiesa Rotta).

Chiesa Neoclassica di San Rocco
La Chiesa che sorge nella piazzetta omonima venne realizzata per voto nel 1836 su un terreno donato allo scopo da Margherita Pensa Pozzi e per volontà degli abitanti scampati alla terribile epidemia di colera di quell’anno. A una sola navata è di discreta fattura. L’altare è di marmo nero e bianco, la statua di San Rocco è in legno.

Architetture civili e/o militari
•Zucco della Rocca, dove si trovano i resti di una fortificazione e di una cisterna non posteriori all’epoca medievale.

•Torraccia, edificata con funzioni di presidio e, all’occorrenza, di blocco del passaggio.

•Cascata Cenghen
La Cascata Cenghen (o Cascata di Val Monastero) si trova nel territorio di Abbadia Lariana, ad un’altitudine di circa 600 metri sul livello del mare. Questa cascata è attraversata dalle acque del torrente Zerbo e, con un salto di circa 50 metri, è l’unica di un certo rilievo in tutto il gruppo delle Grigne. La cascata è facilmente raggiungibile con una breve passeggiata lungo la Val Monastero.

Civico museo Setificio Monti
Tra il 1817 e il 1819 Pietro Monti edificò il primo nucleo del filatoio, inglobando un più vecchio edificio quattrocentesco, ampliato nel 1600, che ospitava prima un mulino di grano e poi una folla di pannilana. L’opificio fu terminato completamente nel 1830. Nel 1903, la filanda viene abbandonata, e nell’edificio della filanda subentrò una tessitura: il filatoio fu dato in concessione nel 1923 all’ultimo conduttore, Giovanni Cattaneo, setaiolo di Castelli di Calepio, che torceva seta per conto terzi utilizzando le macchine e le strutture sino all’esaurimento della loro efficienza produttiva, avvenuta nel 1934. Nel 1960 la famiglia Cima vendette le parti superstiti del torcitoio circolare del 1818 alla famiglia Abegg, nonché fondatori del Museo della Setta a Garlate. Il Museo di Abbadia Lariana fu inaugurato il 10 maggio del 1998 su tre piani nell’edificio del torcitoio.

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