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…A RENZO

Sapeva di buono l’odore acre che saliva inebriando le nari di cuoio di colla di vecchie suole consumate dal tempo. All’ombra di un castagno sorgeva una casupola piccola adombrata. Nei ricordi di bambina tra le mani in un sacchetto custodito scarpe e ciabatte da riparare. Adagio percorrevo il vialetto entravo rapita dai profumi col capo chino chiusa in una timidezza ancestrale sentivo posare il suo sguardo su di me mentre le mani continuavano a muoversi con maestria tra le labbra piccoli chiodi negli occhi l’arguzia e la passione. Interpellata, osavo bisbigliare per timore di svilire di contaminare un mondo incantato perfetto e sublime. Piccolo tarchiato riservato lo si vedeva passeggiare pedalare con vigore salutando or l’uno or l’altro con impercettibile movimento del capo. Magica figura di un tempo passato ciabattino del paese palmi piccoli marcati dai segni del tempo. Ah chissà chissà quante vite palpiti gioie timori passioni racchiusi in ogni stringa suola consunta che tra le sue mani parevano assumere altra forma e soffi. In una cesta accanto al tavolo da lavoro milioni di spiriti mischiati sovrapposti gli uni sugli altri in trepida attesa di essere carezzati da tocco gentile e severo. Nei ricordi di bambina si accende la sua memoria diviene tenerezza e dolcezza. A lui richiamato dal Padre un saluto ed un grazie per la magia profusa a piene mani per la delicatezza e la grazia dei gesti per i sorrisi nascosti tra le labbra per la dedizione di un mestiere antico. MILENA, LA MAMMA DI VITTORIA E DI CELESTE

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