Ci sono incontri che cambiano una vita. A volte non avvengono con una persona, ma con un obiettivo fotografico. Per Enza, appena diciassette anni, la macchina fotografica non è stata semplicemente uno strumento di lavoro: è diventata il luogo in cui ha imparato a conoscersi, a superare le proprie paure e a trasformare la timidezza in forza espressiva.
Oggi il mondo della moda rappresenta il suo presente e il suo futuro, ma dietro ogni shooting, ogni posa e ogni sorriso c’è un percorso fatto di studio, disciplina, sacrifici e tanta autenticità. La fotografia le ha insegnato a guardarsi con occhi nuovi, mentre la moda le ha offerto il palcoscenico sul quale raccontare la propria personalità.
Chi è Enza? Raccontaci di te.
Mi chiamo Enza, ho 17 anni e vivo a Nocera Inferiore. Frequento il Liceo Linguistico, un percorso che amo perché mi permette di conoscere culture diverse e di aprire continuamente il mio sguardo sul mondo. Parallelamente porto avanti il mio percorso nella moda lavorando già come modella freelance. Per me questo settore non rappresenta un semplice sogno, ma una professione che affronto con serietà, studio e dedizione. Sono una ragazza determinata e credo che ogni obiettivo richieda costanza, disciplina e tanta voglia di crescere.

Quando hai capito che moda e fotografia sarebbero diventate parte della tua vita?
In realtà tutto è iniziato quasi per caso. Da bambina ricevetti una macchina fotografica in regalo per la Comunione, ma all’epoca mi intimoriva. Davanti all’obiettivo ero molto insicura e quella fotocamera rappresentava quasi una paura. Crescendo, però, qualcosa è cambiato. Intorno ai quattordici anni ho iniziato a riscoprirla e, grazie all’incoraggiamento della mia famiglia e delle mie amiche, ho deciso di sperimentare. All’inizio pensavo che mi piacesse stare dietro l’obiettivo, poi ho scoperto che era davanti alla macchina fotografica che riuscivo davvero a esprimere me stessa. Il mio primo shooting professionale ha cancellato ogni dubbio: ho capito che quella non era una semplice curiosità, ma la mia strada.

Che cosa ti ha insegnato la fotografia, artisticamente e umanamente?
La fotografia mi ha cambiata profondamente. Mi ha regalato un’autostima che da bambina non avevo e mi ha insegnato ad accettare la mia immagine senza paura. Artisticamente mi ha dato un linguaggio nuovo: ho scoperto che uno sguardo, un gesto o una posa possono raccontare emozioni molto più delle parole. Per me fotografare significa comunicare, emozionare e raccontare una storia.
Quanto è importante la moda nel tuo percorso?
La moda è il naturale completamento della fotografia. Non significa semplicemente indossare un abito, ma interpretarlo, valorizzarlo e trasmettere emozioni attraverso la propria presenza scenica. È un mondo che richiede studio, preparazione e professionalità. Ogni set rappresenta un’occasione per migliorarmi e imparare qualcosa di nuovo.

Qual è stato il momento che ti ha fatto capire che stavi trasformando una passione in una carriera?
Il momento più emozionante è arrivato quest’anno con il mio primo shooting professionale per una campagna pubblicitaria dedicata all’epilazione laser. Vedere successivamente i miei scatti esposti sui cartelloni pubblicitari in tutta Napoli è stata un’emozione indescrivibile. In quel momento ho realizzato che il lavoro, i sacrifici e le paure affrontate stavano iniziando a dare i loro frutti.
Hai mai avuto paura di metterti in gioco?
Assolutamente sì. La paura c’è sempre quando si affronta qualcosa di importante. Esiste l’ansia di non essere all’altezza o di commettere errori. Col tempo però ho capito che il coraggio non significa non avere paura, ma scegliere comunque di andare avanti. È una lezione che vale nella moda, nella fotografia e nella vita.

Che rapporto hai con i social network?
Non mi considero un’influencer. Preferisco definirmi una ragazza che racconta la propria passione. Per me i social sono uno strumento di lavoro, non un fine. Instagram mi permette di mostrare il mio percorso in modo autentico e di raggiungere persone che credono davvero in ciò che faccio. Vorrei trasmettere un messaggio di unicità, perché oggi vedo troppa omologazione. Mi piace che chi visita il mio profilo trovi qualcosa di personale e riconoscibile, non una semplice copia di ciò che fanno gli altri.
Che cosa ami e cosa invece non sopporti del mondo digitale?
Amo la possibilità di creare connessioni vere con persone che sostengono il mio percorso. È bello ricevere incoraggiamento e condividere i traguardi raggiunti. Quello che invece mi infastidisce è la superficialità, l’odio gratuito e la tendenza a giudicare senza conoscere davvero chi c’è dietro una fotografia. Spesso si dimentica che dietro un’immagine c’è una persona che studia, lavora e affronta sacrifici ogni giorno.

Che cos’è oggi la fotografia per te?
È uno specchio e una scuola di vita. Mi ha insegnato autodisciplina, creatività e presenza scenica. Certo, richiede anche rinunce: spesso devo sacrificare tempo libero per conciliare scuola e shooting, ma sono sacrifici che affronto con entusiasmo perché fanno parte del mio sogno.
Che cosa diresti alle ragazze che vorrebbero provarci ma hanno paura?
Direi di non lasciare che la timidezza decida al posto loro. La paura può far perdere l’occasione più importante: quella di scoprire chi siamo davvero. Il rischio più grande non è fallire, ma arrivare un giorno a chiedersi: “Perché non ci ho almeno provato?”. Credo che inseguire i propri sogni sia uno dei modi più belli per costruire la propria felicità.
Nella vita quotidiana sei la stessa ragazza che vediamo davanti all’obiettivo?
In realtà no. Sono molto timida e riservata. Chi mi conosce sul set rimane spesso sorpreso perché, una volta davanti alla macchina fotografica, avviene una trasformazione. L’obiettivo non mi giudica, ma mi permette di esprimermi liberamente. È proprio questa metamorfosi che rende speciale il mio rapporto con la fotografia.

Come definiresti il tuo stile?
Mi piace essere creativa. Non seguo le mode solo perché sono tendenze del momento. Preferisco costruire uno stile personale, passando con naturalezza da look essenziali ad altri più originali e ricercati. Credo che l’eleganza stia nella capacità di rendere unico anche un capo semplice attraverso la propria personalità.
Come guardi al mondo dello spettacolo?
Lo considero un ambiente affascinante, ricco di opportunità e capace di trasformare una passione in una professione. Allo stesso tempo so che comporta una forte esposizione pubblica e richiede equilibrio, maturità e una certa forza caratteriale. È importante vivere questo percorso con entusiasmo, ma senza perdere mai il contatto con la realtà.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Voglio continuare a studiare, completare il mio percorso al Liceo Linguistico e ampliare sempre di più il mio portfolio attraverso collaborazioni importanti nel mondo della moda. Tra dieci anni mi auguro di essere diventata una donna realizzata, non solo professionalmente, ma anche umanamente. Vorrei guardarmi indietro, circondata dalle persone che amo, e poter dire con orgoglio: “Ce l’ho fatta.”
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