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22 Ottobre 1984

Arrivasti tra la nebbia d’autunno

e silenzi ovattati della brina sui rami

e fu subito amore.

Sbocciato come un fiore a primavera

raccolto tra le mani con amore

dal grembo a questo mondo

e nella luce t’affacciasti tra il cantar del gallo e il levar del sole Roseo

il viso che parea di cera e l’anima ancor pura ed innocente

vestiva con candore il tuo splendore.

Piccole mani pasciute rivolte verso il cielo

afferrando ventagli di speranza sventolavano agli occhi,

nelle sere e nenie sospirate dentro a chiari di luna

riempivano le ore di stagioni liete.

Carezze appoggiate alle gote e sorrisi distesi nel vento

rincorrendo farfalle sui fiori

con le corse sui prati tra viole di quei lustri gioiosi e festosi

ora e ancor son tornati a animar primavere

E rammento il color dei tuoi occhi rispecchiare l’azzurro del cielo..

e quei cerchi nell’acqua del fiume si concentrano dentro al mio petto

annaspando i ricordi che ho dentro.

C’è una voce che canta nel vento

par d’udirla e non pare un lamento

essa urla parole d’amore per lenire il dolore del cuore.

Ora vivo,

ricopro le carni d’un profumo della terra bagnata tra le zolle

è spuntato un bel fiore

che ripiego tra pagine e vita

tra il silenzio che scuote le ore

e che mai scorderò nel mio tempo..

ROSA LEONE -GOTTOLENGO

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