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1982: Italia Campione del Mondo

Il campionato mondiale di calcio 1982 o Coppa del Mondo FIFA del 1982 (noto anche come Spagna ‘82) è stata la dodicesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili organizzato dalla FIFA ogni quattro anni. Si svolse in Spagna dal 13 giugno all’11 luglio 1982. Fu il primo campionato mondiale in cui le squadre partecipanti furono portate da 16 a 24. Inoltre è tuttora il mondiale ospitato da un’unica nazione che ha visto impiegato il maggior numero di stadi: diciassette. La squadra vincitrice fu l’Italia, che sconfisse 3-1 la Germania Ovest in finale.


Prima fase a gruppi
La prima sorpresa del campionato arrivò nella giornata inaugurale. Il Belgio, il cui tecnico Guy Thys aveva fatto del catenaccio e contropiede l’arma principale di gioco, imbrigliò le iniziative di Maradona, gli bloccò i riferimenti e al momento opportuno colpì: i belgi batterono così l’Argentina per 1-0. Altra sorpresa fu la vittoria dell’Algeria sulla Germania Ovest di Rummenigge per 2-1. Mattatore della gara fu Rabah Madjer, che avrebbe poi vinto il Pallone d’Oro africano e la Coppa dei Campioni 1986-1987 con il Porto. Se la vittoria iniziale valse ai belgi il primo posto finale del girone proprio davanti all’Argentina, stessa sorte non arrise all’Algeria, la quale sfiorò soltanto la qualificazione, giungendo soltanto terza e venendo eliminata per differenza reti sfavorevole rispetto a quella di Germania Ovest e Austria. La Spagna, sorteggiata nel gruppo 5 con Jugoslavia, Irlanda del Nord e Honduras, faticò più del previsto a qualificarsi. Il gruppo venne vinto a sorpresa dall’Irlanda del Nord, sfavorita alla vigilia, che schierò quello che ancora oggi è il calciatore più giovane in assoluto ad aver giocato la fase finale dei mondiali: Norman Whiteside, all’epoca diciassettenne. Gli iberici furono infatti costretti al pareggio per 1-1 dagli honduregni e vinsero di misura sulla Jugoslavia per 2-1, la quale giunse soltanto terza alle spalle dei padroni di casa. Nel gruppo 3 si registrò il record di gol segnati da una squadra in una sola partita della fase finale dei campionati del mondo: a detenerlo ancora oggi è l’Ungheria che batté El Salvador per 10-1. Questa partita è anche al secondo posto di tutti i tempi per reti realizzate in una partita del mondiale: ben 11, raggiunti da un Ungheria-Germania Ovest 8-3 e superati unicamente da un Austria-Svizzera 7-5, giocate entrambe al Campionato mondiale di calcio 1954. Tuttavia questo record non bastò alla nazionale magiara per qualificarsi, poiché giunse solo terza nel proprio girone. Senza scossoni il gruppo della favorita Inghilterra, capitata insieme a Francia, Cecoslovacchia e Kuwait. Considerato alla vigilia il girone più difficile, gli inglesi lo vinsero a punteggio pieno, seguiti dai francesi. Proprio in questo gruppo si segnala l’evento più curioso, durante l’incontro tra Francia e Kuwait, il gol del 4-1 dei Bleus di Alain Giresse scatenò notevoli proteste in campo: i difensori del Kuwait si erano infatti fermati sentendo un fischio proveniente dagli spalti e attribuendolo erroneamente all’arbitro; Giresse, con la difesa praticamente ferma, non ebbe difficoltà a battere il portiere avversario. Lo sceicco Fahad Al-Ahmed Al-Jaber Al-Sabah, presidente della KFA, scese però in campo per contestare la decisione arbitrale: in seguito alla minaccia di ritiro della squadra dal campo, l’arbitro sovietico Stupar decise dunque di annullare il gol. La Francia vinse comunque 4-1, con l’ultima marcatura di Maxime Bossis.
Quasi tutto agevole per il Brasile, favorito alla vigilia per la vittoria del torneo, sorteggiato insieme a Unione Sovietica, Scozia e Nuova Zelanda. La prima partita fu contro i sovietici, che passarono in vantaggio per primi grazie a uno svarione del portiere Valdir Peres. Per ribaltare il vantaggio iniziale ci vollero molta fatica e due reti da fuori area di Éder e Sócrates nel secondo tempo. Anche con la Scozia, il Brasile andò sotto di un gol nel primo tempo raggiungendo il pareggio poco prima dell’intervallo, ma nel secondo tempo dilagò, chiudendo la partita per 4-1. Nella norma la vittoria per 4-0 contro la Nuova Zelanda. Si qualificarono anche i sovietici, che approfittarono della miglior differenza reti nei confronti della Scozia, che giunse solo terza. Il gruppo dell’Italia, guidata da Enzo Bearzot, capitata insieme a Polonia, Camerun e Perù, si rivelò il vero “gruppo di ferro”. Gli Azzurri giunsero in Spagna fra mille polemiche e incognite, non ultimo un Paolo Rossi reduce dalla squalifica di due anni per il noto scandalo del calcio-scommesse. Bearzot era inoltre contestato dalla stampa per aver escluso dalla rosa Beccalossi e Pruzzo.
In particolare, i giornali romani premevano per un più marcato utilizzo dei giocatori della Roma, data la visibilità che la squadra aveva raggiunto sotto la presidenza di Dino Viola. Bearzot rimase però fedele al blocco-Juventus, che già gli aveva dato soddisfazioni nel precedente campionato del mondo. L’Italia pareggia tutti i suoi incontri e si qualifica in virtù della differenza reti a scapito del Camerun: in questi tre match, Paolo Rossi delude le aspettative.
Italia – Polonia 0 – 0
Italia – Perù 1 – 1 Conti 18’ – Diaz 83’
Italia – Camerun 1 – 1 Graziani 61’ – M’Bida 62’

CLASSIFICA
Polonia 4 3 1 2 0 5 1 +4
Italia 3 3 0 3 0 2 2 0
Camerun 3 3 0 3 0 1 1 0
Perù Perù 2 3 0 2 1 2 6 -4

Seconda fase a gironi
I risultati della prima fase però portarono alla seguente situazione: in ragione del tutto inaspettato secondo posto delle teste di serie Spagna, Argentina e Italia, i padroni di casa approdarono nel gruppo B con Inghilterra e Germania Ovest, mentre le altre due vennero destinate al gruppo C assieme al Brasile. Di contro, i gruppi A (Polonia, Unione Sovietica e Belgio) e D (Francia, Irlanda del Nord e Austria) apparivano meno duri, anche se equilibrati. In totale, rimasero a contendersi il titolo dieci squadre europee e due sudamericane, almeno una delle quali destinata a sicura eliminazione. Paolo Rossi fu il maggiore artefice della tragedia del Sarriá, grazie alla sua tripletta che eliminò il Brasile. Con 6 gol, l’attaccante dell’Italia vincerà poi il titolo di miglior marcatore del mondiale. Nel gruppo D, nel primo scontro tra due seconde classificate, la Francia batté 1-0 l’Austria, di fatto ipotecando il passaggio del turno, invece nel gruppo B l’Inghilterra ottenne soltanto un punto nella prima partita, terminata 0-0, contro la Germania Ovest. La Polonia, favorita del gruppo A, fece lo stesso, vincendo il primo confronto per 3-0, ai danni del Belgio, mentre nel gruppo C, nel secondo confronto tra due seconde classificate, l’Italia, fin lì criticata e talvolta quasi insultata dalla stampa, al punto che Bearzot rispose con l’imposizione ai suoi del silenzio-stampa, con la sola eccezione del capitano Zoff, batté l’Argentina, tra le favorite alla vittoria finale: il CT italiano riuscì a neutralizzare Maradona mettendogli Claudio Gentile in marcatura – si conteranno oltre 20 infrazioni commesse dal difensore ai danni del Pibe de Oro – e gli Azzurri vinsero l’incontro 2-1.
La seconda partita contribuì a determinare le quattro semifinaliste: nel gruppo D, Irlanda del Nord e Austria pareggiarono 2-2. Nel gruppo B, la Spagna perse per 2-1 contro i tedeschi-occidentali venendo, di fatto, eliminata. Nel gruppo A, il Belgio, nonostante la strenua resistenza, venne eliminato dall’Unione Sovietica, che vinse per 1-0 rovinandosi la differenza reti con la Polonia. Infine nel gruppo C, il Brasile vinse facilmente, ponendo definitivamente fine al cammino mondiale dell’Argentina battendola 3-1.
Nell’ultima tornata, la Francia eliminò i nordirlandesi, battendoli per 4-1 e ribadendo la propria superiorità nel gruppo. Più carica di tensione la partita fra Polonia e URSS, che si teneva sette mesi dopo la proclamazione dello stato d’assedio a Varsavia: i polacchi organizzarono delle vere e proprie barricate, al punto che Boniek rimediò una ammonizione che gli avrebbe fatto saltare la semifinale, e riuscirono a fermare i sovietici sullo 0-0, guadagnando l’accesso alle semifinali. Nel gruppo B l’Inghilterra ottenne di nuovo uno 0-0, laddove sarebbe servito vincere con almeno due gol di scarto, contro la Spagna padrone di casa. In tal modo gli spagnoli furono definitivamente eliminati dal Mondiale, mentre gli inglesi uscirono dalla competizione senza avere mai perso una partita e con un solo gol al passivo.
L’ultima partita vedeva impegnate Brasile e Italia, con gli Azzurri costretti a vincere per poter passare il turno. La Seleção è votata all’attacco e l’Italia è abile a sfruttare i contropiedi: vantaggio per gli Azzurri dopo solo cinque minuti con un redivivo Paolo Rossi, poi rientrato sette minuti dopo con il pareggio di Sócrates; nuovo vantaggio italiano sempre di Rossi che sfrutta un errore di Júnior al 25’. Gentile intanto fu costretto a una rigida marcatura su Zico, il più pericoloso fra i brasiliani, ottenendo una ammonizione che gli avrebbe poi fatto saltare la semifinale. Nel secondo tempo, pareggio del Brasile al 69’ con Falcão, ma al 74’ Rossi segna il terzo gol. Gli ultimi minuti della partita furono contraddistinti da un gol annullato ad Antognoni per un’erronea segnalazione di fuorigioco del guardalinee, e dalla parata sulla linea di porta di Dino Zoff su colpo di testa di Oscar. Il risultato finale fu di 3-2 per l’Italia e il Brasile venne eliminato. Fu un’autentica disfatta per i giocatori verde-oro, i quali erano così sicuri di passare il turno al punto di aver già prenotato l’albergo a Madrid, e per tutto il Brasile, che ricorderà questa partita come la tragedia del Sarriá.

Semifinali
A giocarsi la Coppa restarono quattro squadre europee: Francia, Germania Ovest, Polonia e Italia. La prima semifinale vedeva nuovamente contro italiani e polacchi, durante la quale, al contrario della partita della prima fase, gli Azzurri dominarono gli avversari, battendoli per 2-0 con doppietta di Rossi, giunto a cinque reti in appena due partite.
La seconda semifinale fra Germania Ovest e Francia fu più spettacolare, infatti all’iniziale vantaggio tedesco di Littbarski rispose Platini su rigore. Uno sgradevole episodio vide coinvolto il portiere tedesco Schumacher che, dopo aver atterrato il francese Battiston al limite dell’area e avergli provocato la rottura di due denti e l’incrinatura di un paio di vertebre, si mise a fare esercizi di stretching davanti ai tifosi francesi. La partita proseguì fino ai tempi supplementari, dove la Francia si portò sul 3-1. La Germania riuscì a recuperare lo svantaggio prima con Rummenigge e poi con una rovesciata di Fischer. Per la prima volta nella storia dei Mondiali, una partita si decise ai rigori: a spuntarla fu la Germania Ovest per 5-4.
Finali
L’11 luglio 1982 andò dunque in scena la finale fra Germania Ovest e Italia, diretta dall’arbitro brasiliano Arnaldo César Coelho, il primo caso di fischietto sudamericano in una finale mondiale.
Bearzot dovette riadattare la squadra in seguito alla indisponibilità di Antognoni e all’infortunio, dopo appena 8’ di gioco, occorso a Graziani a causa di uno scontro con la difesa tedesca. Prevalenza italiana nel primo tempo, anche se Cabrini perse l’occasione per passare in vantaggio sbagliando un rigore. La ripresa vide un calo della squadra tedesca, di cui approfittò per primo Rossi su cross di Gentile.
Dopo un tentativo di pareggio di Hrubesch, gli azzurri raddoppiarono con un tiro dal limite dell’area di Tardelli, il cui urlo di gioia divenne una icona di quei Campionati del Mondo e delle successive avventure della nazionale italiana. Altobelli segnò la rete del 3-0, seguita dal punto d’onore di Breitner, già realizzatore di un rigore nella finale mondiale del 1974. Altobelli fece poi posto all’88’ a Causio, ricompensato con la passerella mondiale per i suoi meriti. All’83’ arriva l’inutile gol della Germania con Breitner. Finisce 3 a 1. ITALIA CAMPIONE DEL MONDO.

Il grande Sandro Pertini – Presidente della Repubblica Italiana

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